1) Ciao Silvia, innanzitutto grazie per essere qui nella nuova edizione di Tribe, oggi con te parleremo, nello specifico, dell’importanza del respiro. Vorrei iniziare proprio chiedendoti: quando ti sei avvicinata a questo mondo e cosa ti ha affascinato?
“Ciao, sono felicissima di essere qui, come sempre con la famiglia di kalemana!
Ho conosciuto il respiro nel 2004, avevo 20 anni e partecipai come staff ad un corso di leadership molto intenso.
Lì sperimentai la mia prima sessione di respiro e fu un’esperienza incredibile: provai tantissime sensazioni tutte insieme, dal pianto, alla paura, alla pace assoluta e totale.
Mi sconvolse e mi scosse nel profondo, e mi colpì così tanto che decisi di approfondire: mai nulla mi aveva toccato così tanto in vita mia.
All’epoca soffrivo di ansia, e il respiro mi aiutò a lasciarla andare completamente, a conoscermi in modo nuovo e ad iniziare ad ascoltare e dare fiducia al mio corpo”.
2) Viviamo in una società che corre, che trattiene, che controlla. Una società in cui, ormai, anche fermarsi a respirare sembra essere diventato un lusso. Quanto è importante secondo te, oggi più che mai, re-imparare a respirare bene?
“È una delle cose più importanti che ci siano.
Il respiro ci aiuta a regolare il nostro sistema nervoso e quindi anche la nostra emotività (tra le tantissime cose che fa per noi).
Pensiamo sempre che la risposta sia nel fare, nei risultati, nell’essere “giusti”, ma la vera gioia, pace, felicità arriva nei momenti di stacco, di relax, o di divertimento.
Nei momenti in cui stiamo con noi stessi, in cui ci sentiamo liberi, in connessione con noi stessi e con la vita.
Tutto questo non può accadere andando di corsa, ma solo godendoci il panorama della nostra vita. E per farlo serve rallentare e fare respiri profondi!”.
3) Non tutti lo sanno ma il respiro può essere uno strumento potentissimo. Tutti lo facciamo praticamente in automatico, mentre averne consapevolezza è tutt’altra storia. In base alla tua esperienza, qual è la grande differenza tra respirare in modo automatico e respirare in modo consapevole? E cosa cambia davvero nel corpo e nella mente?
“Il respiro automatico ci tiene in vita, ed è fondamentale per la nostra sopravvivenza.
E se fosse fluido e al pieno del suo potenziale permetterebbe al nostro corpo e alla nostra mente di funzionare al meglio.
Ma proprio perchè è così strettamente collegato al sistema nervoso, il respiro cambia in base alle nostre emozioni, e con il tempo si blocca, non fluisce.
Per questo il respiro fatto con consapevolezza è fondamentale: oltre ai benefici immediati, permette, con il tempo aiuta anche a rieducare il respiro automatico in modo da renderlo più ampio, fluido, profondo.
Da questo punto di vista il respiro diaframmatico circolare è particolarmente efficace perchè la tecnica ricalca perfettamente il funzionamento di un sistema respiratorio che funziona al suo massimo, aiutando il corpo a ricordarsi come si fa.
Ed è un valore inestimabile: il nostro corpo è un organismo incredibile, e una corretta respirazione fa funzionare meglio tutti i sistemi del corpo: da quelli più fisiologici a quelli più mentali”.
4) Tu sei tra le massime esperte in Italia per ciò che riguarda il Respiro Diaframmatico Circolare. Puoi spiegare ai nostri lettori cosa si intende e quali sono i benefici di questa pratica?
“Quello che lo rende straordinario è che agisce su più livelli contemporaneamente.
A livello fisico: aumenta l’energia e la vitalità, il diaframma pompa in circolo quattro volte la quantità di sangue del cuore, sostiene il sistema linfatico, migliora la digestione, abbassa la pressione, aiuta il corpo a disintossicarsi. Tre minuti al giorno fatti bene equivalgono a una cura di salute generale gratuita.
A livello emotivo e mentale: attiva il sistema nervoso parasimpatico – quello del rilassamento – indipendentemente da cosa stia pensando la tua mente. Abbassa lo stress, scioglie l’ansia, porta chiarezza. E questo non è “magia”: è fisiologia pura.
Ma il beneficio più profondo, quello che mi ha cambiata la vita a 20 anni quando l’ho incontrato per la prima volta, è un altro: ti riconnette a te stessa e alla vita. Respirare nella pancia significa scendere sotto la soglia del controllo, del perfezionismo, del rumore mentale e tornare a quella parte di te che sa già chi sei e cosa vuoi davvero.
È lo strumento più potente che conosco. E anche il più accessibile”.
5) Se dovessi dare un unico consiglio pratico a chi ci sta leggendo, qualcosa da poter applicare già a partire da oggi: qual è secondo te un esercizio semplice per iniziare a cambiare il proprio stato attraverso il respiro?
“La prima cosa è anche la più semplice: puntare una serie di sveglie casuali durante la giornata e quando suona osservare se si sta respirando, come si sta respirando e fare da 3 a 10 respiri profondi.
Spesso viviamo in apnea o al minimo della capacità polmonare e neanche ce ne accorgiamo.
Già questo, fatto più volte al giorno, farà sentire risultati immediati”.
6) Quest’anno sarai presente al Kalemana Retreat e porterai un’esperienza di respiro immersiva, intensa, trasformativa. Ti va di fare un piccolo spoiler a chi parteciperà? Cosa possono aspettarsi?
“Sono davvero entusiasta di esserci, non vedo davvero l’ora.
L’obiettivo sarà di accompagnare i partecipanti nella pratica profonda del respiro diaframmatico circolare, in modo che possano sperimentarne la potenza e anche portare a casa con loro questo strumento potente ma anche semplice.
Chi parteciperà non solo sentirà il suo respiro farsi più ampio, la sua mente diventare più lucida, il suo cuore e la sua pancia alleggerirsi, ma potrà continuare a prendersi cura di sé anche a casa.
Perché la cura quotidiana fa davvero la differenza per trasformare la propria vita”.

