🤟Tribe #10: a tu per tu con “In Caso Di”

1. Partiamo dall’inizio: ragazzi, quando avete capito che la vostra missione sarebbe stata aiutare le persone a vivere meglio?

C’è un momento, una storia o un paziente che vi ha fatto scattare questa visione?

Abbiamo capito che avremmo fatto farmacia quando non abbiamo superato il test di ingresso di medicina!! (Francesco e Eugenio ridono)

Scherzi a parte, anche se è successo veramente, non è stato così determinante nel nostro percorso.

Siamo orgogliosi della nostra professione e amiamo fare il nostro lavoro, soprattutto quando all’impegno in farmacia si è affiancata la nostra attività di divulgazione digitale.

Il lavoro dietro il banco infatti rischia di essere molto routinario e questo non rispecchia la nostra indole. Siamo entrambi dinamici e ci piace vivere la vita con intensità.

Per questo forse in tutto quello che facciamo riusciamo a metterci amore e passione e probabilmente chi sta dall’altra parte, che sia una persona fisica o un utente digitale, se ne accorge, ricompensandoci con la sua stima”.

2. Longevità, oggi, è una parola direi quasi abusata. Cosa vuol dire longevità e più in generale, vivere bene e a lungo, dal vostro punto di vista.

“Longevità oggi è forse la parola più abusata nel 2025! Diciamo abusata perché ne parlano tutti e di conseguenza ne sentiamo di tutti i colori. Grazie alla ricerca l’età media si sta allungando, ma potremmo fare ancora meglio se ci aiutassimo con uno stile di vita sano e con una maggiore prevenzione.

Per noi longevità vuol dire vivere in salute, senza l’uso di farmaci. Sappiamo che potrebbe rappresentare una contraddizione detto da farmacisti, ma questo è il nostro pensiero.

In Italia mediamente gli ultimi 20 anni di vita vengono vissuti in compagnia di malattie croniche e quindi di farmaci. La maggior parte di queste persone, se avesse avuto maggiore consapevolezza della propria salute, non si sarebbe ammalata.

Per noi longevità vuol dire avere un corpo sano, mobile, flessibile e soprattutto forte. Sì perché i muscoli correlano con la longevità, e allenare la forza vuol dire mantenersi giovani!”.

3. Al giorno d’oggi siamo pieni di informazioni, biohack e routine da provare. Qual è, secondo voi, il primo passo concreto che chiunque può fare per iniziare a investire sulla propria salute?

“Pensa che la risposta a questa domanda l’abbiamo inserita nel nostro libro edito da Rizzoli e uscito a gennaio 2025 dal titolo Incasodi, si poteva dire o è pubblicità?! (Francesco e Eugenio ridono)

Lo chiediamo sempre più spesso quando relazioniamo ai convegni, qual è la prima cosa che fate la mattina? E per fortuna iniziamo a sentire le prime risposte corrette, ovvero, alzo la tapparella e faccio un bagno di sole! Non serve per lavarsi, ma per attivare correttamente i nostri ritmi circadiani, quelli che durante le 24 ore dovrebbero avere una corretta armonia e che noi invece stiamo violentando con tablet o telefoni guardati fino all’ultimo secondo prima di addormentarsi o con pasti lontani da ogni buona abitudine.

Quindi la mattina esporsi al sole facendosi inondare dalla sua luce e poi iniziamo la giornata in cui inserire sempre l’esercizio fisico ogni giorno, buon cibo e buone relazioni. Sta tutto qui l’essenziale.

Vasche ghiacciate, infusioni, elisir miracolosi sono più opportune quando si è già su un percorso di vita sano. Oggi vediamo fare la criosauna e poi l’aperitivo in centro a base alcolica stuzzicando cibi vuoti. Ecco quello serve a poco”.

4. Quali sono invece le cose più “dannose” (abitudini, cibi, caratteristiche) che riscontrate nelle persone e che, in qualche modo, incentivano l’invecchiamento.

“Ti riportiamo la nostra esperienza da farmacisti che sono spesso in giro e ti raccontiamo quello che osserviamo.

Di base ci stiamo complicando la vita, perché non riusciamo più a capire cosa ci fa bene realmente e quali sono invece i pericoli reali.

A colazione facciamo subito una gran confusione perché in Italia quasi nessuno è abituato a fare una colazione abbondante, ma spesso diventa un momento da ignorare, frettoloso e il più delle volte consumata addirittura in piedi! 

Prendersi cura della propria salute vuol dire prendersi il tempo corretto per fare le cose, questa frase deve farci riflettere perché alcuni si ritroveranno a programmare il proprio quotidiano quando finalmente acquistano consapevolezza.

La maggior parte delle persone vive in uno stato di allarme costante, e questo si è visto essere un fattore che ci infiamma costantemente e ci fa invecchiare più velocemente.

Di conseguenza quando il quotidiano diventa meno appagante, il rischio è quello di rifugiarsi in cibi che velocemente mandano segnali dopaminergici al nostro cervello, come ottime notizie che ci fanno sentire meglio, ma che in realtà sono solo un’illusione del momento. Piccoli momenti di piacere che svaniscono velocemente.

E quindi diventiamo la società delle bevande gasate e zuccherate, del dolce a fine pasto, dell’alcool consumato in abbondanza e senza consapevolezza e potremmo andare avanti parecchio”.

5. Esistono falsi miti nel mondo della longevità? Quali sono in base alla vostra esperienza quelli più comuni?

“Il falso mito più comune è che possiamo hackerare il nostro corpo. Falso!

Possiamo monitorare, capire come i diversi stimoli impattano sulla nostra salute, ma ad oggi non possiamo fare di più.

Oggi la terapia del freddo ha fatto breccia in molti, come la doccia fredda al mattino o immergere il viso appena svegli in una bacinella di acqua ghiacciata, ma anche in questo caso si inseriscono in un contesto di comfort il cui beneficio è davvero minimo se non viene seguito uno stile di vita corretto.

Oggi si presta attenzione ai “marginal gains”, cioè quelle situazioni che usano gli agonisti quando per migliorare la prestazione vanno a limare alcuni dettagli. Un esempio può essere usare una scarpa da corsa per un centometrista, che deve togliere millesimi alla propria prestazione.

Traslato nella società di oggi, vediamo credenze con cibi raccontati come “magici” e integratori di dubbia provenienza in uno stile di vita che ha ampi margini di miglioramento, dalla qualità del sonno all’attenzione verso il proprio ritmo intestinale e nel caso delle donne anche del ciclo mestruale”.

6. Se doveste scegliere tre abitudini che possono migliorare radicalmente benessere e aspettativa di vita, quali sarebbero?

“Consapevolezza, consapevolezza e consapevolezza.

Quando riusciamo a radicarla nelle persone allora questa cambiano davvero il proprio stile di vita.

Potevamo risponderti con sport quotidiano, alimentazione sana e integrazione puntuale, ma quante volte lo abbiamo sentito dire?

Fare gli esami del sangue per esempio fa fare delle scelte importanti come assumere un farmaco per il resto della vita o adottare abitudini diverse.

La paura purtroppo è spesso un’arma risolutiva, ma rischia di essere impiegata spesso quando è troppo tardi.

Non è semplice far comprendere che sono le abitudini quotidiane a determinare la qualità del nostro invecchiamento. Quello che facciamo giorno dopo giorno non dà risultati nel breve periodo e questo potrebbe scoraggiare, perché sappiamo che alcune patologie non insorgono improvvisamente, ma sono solo la punta dell’iceberg. Altrettanto invecchiare bene è semplicemente la somma delle scelte che abbiamo preso durante la nostra vita.

Non è certo lo sgarro che la comprometterà.

Vogliamo lasciarvi con un concetto di cui si parla troppo poco forse, ma essendo voi una bellissima community, riteniamo possa farvi piacere.

La forza delle relazioni sociali.

Questo è un aspetto fondamentale per la nostra salute e la qualità del nostro invecchiamento. La maggior parte delle persone ha relazioni deludenti e pensa che ci si debba circondare di persone che ci vogliono bene.

Bastano poche persone in realtà, addirittura basterebbe un amico, colui che possa ascoltarci e possa ridere insieme a noi, alleggerendo quel quotidiano, che per molti sta diventando sempre più pesante”.

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