Tribe #5: a tu per tu con Richard Romagnoli

1. Ciao Richard, è per me un onore e un piacere averti in questa edizione di Tribe. Vorrei partire proprio dall’inizio, dall’Happygenetica, il tuo metodo che unisce epigenetica, respirazione consapevole e risata. La prima domanda è: puoi raccontare ai nostri lettori come hai avuto l’intuizione per questo metodo? Da cosa nasce il tuo approccio così particolare? 

“Tutto è iniziato grazie all’incontro con il dottor Pier Mario Biava, medico e scienziato straordinario, pioniere nello studio dell’epigenetica applicata al benessere umano. Le sue ricerche dimostrano che l’ambiente in cui viviamo, le emozioni che proviamo e i pensieri che coltiviamo ogni giorno hanno un impatto reale sull’espressione dei nostri geni. Quando lo ascoltai per la prima volta, sentii vibrare dentro di me una verità profonda: la felicità può essere allenata. E può persino attivare processi di autoguarigione. Fu in quel momento che compresi che tutto ciò che avevo vissuto, studiato e appreso nei miei anni in India – la risata incondizionata, il respiro consapevole, le pratiche spirituali quotidiane – poteva finalmente incontrare una base scientifica. Così nacque l’Happygenetica: un metodo che unisce scienza e spiritualità, per aiutare le persone a ritrovare centratura, benessere autentico e persino la possibilità di riscrivere il proprio destino biologico. È un cammino semplice, ma profondamente trasformativo. Un invito a diventare co-autori della propria felicità, ogni singolo giorno. Le pratiche sono semplici e per questo accessibili a chiunque. Con il dottor Biava abbiamo anche scritto insieme il libro “Il gene della felicità”. Biava è stato proposto alla candidatura al Premio Nobel per la medicina, e per me è stato un onore immenso lavorare al suo fianco”.

2. So che hai vissuto per diversi anni in India. Cosa ti ha lasciato questo Paese così spirituale e unico nel suo genere? 

“Per me l’India è una madre spirituale. Ha nutrito la mia anima e mi ha permesso di crescere interiormente come nessun altro luogo al mondo. Ho vissuto a Puttaparthi, il villaggio sacro dove ho collaborato a lungo con l’orfanotrofio Mangalakara e negli ospedali gratuiti fondati dal mio Maestro, accanto a chi non aveva nulla, ma donava tutto con un sorriso. Ogni giorno era un’opportunità per spogliarmi dell’ego e mettere le mani al servizio del cuore. Lì ho imparato che servire è pregare con le mani, che la vera gioia nasce dal donare e che il senso profondo della vita non è trattenere, ma condividere. Ancora oggi, ogni volta che insegno una pratica dell’Happygenetica, porto con me la presenza viva del mio Maestro, Sri Sathya Sai Baba, e la certezza che spiritualità e azione sono una cosa sola. In India la spiritualità non si fa, si vive. È nello sguardo di uno sconosciuto, nel silenzio del tempio, nel sorriso di un bambino. E quella spiritualità mi accompagna ogni giorno, in ogni parola che pronuncio, in ogni respiro che condivido”.

3. Ci insegni che la risata è una medicina, anche se troppo spesso ce ne dimentichiamo. Secondo te, perché gli adulti ridono così poco? 

“Gli adulti ridono poco perché hanno dimenticato il bambino che sono stati. La risata è un atto biologico e spirituale allo stesso tempo. Quando ridiamo, il nostro cervello rilascia dopamina, serotonina, endorfine: molecole della gioia che riducono lo stress, rafforzano il sistema immunitario e ci rendono più resilienti. Eppure, crescendo, ci siamo convinti che ridere sia una distrazione, una leggerezza. Ma non è così. La risata è sacra. È un modo per dire alla vita: sono ancora qui, e scelgo la gioia. Ridendo ci riappropriamo del nostro cuore, ci riconnettiamo con la nostra umanità e guariamo. Io continuo a dedicare gran parte del mio tempo a divulgare gli aspetti scientifici e terapeutici della risata incondizionata, perché sono testimone diretto di quante persone hanno ritrovato pace, leggerezza e serenità grazie a questo dono meraviglioso”.

4. Si parla sempre più di benessere, felicità, serenità… termini che a molti possono sembrare vaghi. Se dovessi dare dei consigli pratici e quotidiani per essere più sereni, cosa diresti a chi ci legge? 

“La serenità è una pratica quotidiana. Non arriva per caso, si coltiva con amorevolezza e costanza. Dico spesso che la felicità è una scelta. E anche l’infelicità lo è. Ogni giorno possiamo scegliere. E lo possiamo fare attraverso tre pratiche fondamentali, che sono il cuore della Happygenetica. Respiro consapevole. Spesso respiriamo solo per sopravvivere. Ma il respiro consapevole ci riporta nel presente. Calma la mente, rilassa il corpo, apre il cuore. Bastano pochi minuti al giorno, occhi chiusi, e un’intenzione chiara: sono qui, adesso. Risata incondizionata. Non serve un motivo per ridere. Serve solo lasciar andare il giudizio. La risata è spirituale perché ci riporta alla nostra autenticità. Attiva la chimica del benessere, ci alleggerisce e ci apre all’ascolto profondo. Rilassamento profondo. Viviamo in tensione costante, ma rilassarci è un gesto d’amore verso noi stessi. Bastano 10 minuti al giorno per riequilibrare il sistema nervoso, ritrovare centratura e sentire cosa conta davvero. Respiro, rido, rilasso: questa è la sequenza giusta. È così che il corpo si riequilibra, la mente si placa e il cuore si apre alla guarigione. Con il Prof. Biava abbiamo confermato, anche a livello scientifico, l’efficacia di questo protocollo, capace di attivare processi profondi di trasformazione”.

5. Sono certo che ciò che insegni ha dato enormi benefici anche alla tua persona. In che modo la risoterapia ti ha cambiato? Cosa ti ha insegnato sul tuo modo di stare nel mondo? 

“Ridere mi ha salvato. Mi ha trasformato. Mi ha guarito. Prima di portarla nel mondo, la risata l’ho vissuta dentro di me, nei momenti più bui. Mi ha insegnato a lasciare andare, a non controllare, a fidarmi. Mi ha portato in contatto con persone straordinarie, con cui ho condiviso lacrime e rinascite. Mi ha insegnato a vivere con il cuore aperto, a dire ti voglio bene senza rimandare, a chiedere scusa, a celebrare la vita anche quando è imperfetta. La risata mi ha ricordato che non serve essere perfetti per essere felici. Serve solo essere veri. Quando ridiamo, liberiamo l’inconscio dalle paure sepolte, e prepariamo il subconscio a vivere nella presenza e nella verità”. 

6. Sarai di nuovo con noi al Kalemana quest’anno. Ti va di fare un piccolo spoiler a chi parteciperà su ciò che farete insieme? 

“Kalemana non è un evento. È un luogo di trasformazione, di connessione, di risveglio. E quest’anno… sarà ancora più profondo. L’anno scorso ho incontrato anime stupende e l’energia che ho respirato è stata stupenda. Per questa edizione non voglio svelare troppo, perché alcune esperienze vanno vissute senza aspettative. Ma posso dirti che prepareremo il corpo, la mente e il cuore a ricevere una nuova energia. Più che le parole, che senz’altro sono importanti, ciascuno di noi sente l’esigenza di poter vivere nel proprio profondo nuove esperienze rigenerative. Vorrei che la mia presenza al Kalemana fosse ricordata proprio per questo: un’esperienza dell’anima”.

7. Concludiamo lasciando qualcosa su cui riflettere ai nostri lettori. Può essere un consiglio, un pensiero, qualcosa che ti va di condividere con loro. Grazie di cuore per il tuo tempo. 

“Voglio lasciarti con un pensiero che porto sempre nel cuore: ogni giorno puoi scegliere. Reagire o rispondere. Chi reagisce vive ancora nel passato. Ma chi risponde, sta già costruendo un nuovo futuro. Anziché attendere invano il momento perfetto per creare la vita che desideri, agisci adesso, fai una piccola cosa ma falla con tutto il tuo amore. Soltanto agendo scoprirai che dentro di te c’è una forza che nessun dolore può spegnere. La felicità non è un’illusione. È una pratica, una scelta, un ritorno. Anche nei momenti più difficili, ricordati della bellezza della vita. E ricordati che l’amore è tutto. L’amore può tutto”.

Storie dalla community 🫶

Come per ogni edizione siamo arrivati a una delle nostre sezioni preferite.

Storie dalla community nasce proprio per dare la possibilità a tutti voi di raccontarvi, di descrivere il vostro Kalemana Festival, le emozioni, le sensazioni, le esperienze vissute.

Quindi se vuoi raccontarcelo, ti ricordiamo che puoi rispondere direttamente a questa email.

Tutta la Tribe è curiosissima di leggerti. 

Magari potresti essere proprio tu protagonista della prossima edizione.

La testimonianza di oggi ci è arrivata proprio in risposta a una delle precedenti edizioni di Tribe.

Una persona che ha deciso di risponderci e raccontarci la sua esperienza.

Goditela, perché è una storia meravigliosa.

Ho scelto di valerne la pena! 💫

“Sono stata al Kalemana a settembre 2024 ed è stato molto emozionante perché ho incontrato la mia cara amica che è venuta da Barcellona per i 3 giorni,  E LE CHIACCHIERE E GLI ABBRACCI SONO STATI TANTO POTENTI QUANTO TUTTE LE LEZIONI DI YOGA E FITNESS CHE ABBIAMO SEGUITO!

Sono contenta di come sono, pratico yoga da 11 anni (quasi 12) e ho tanta energia da liberare.

Kalemana mi ha fatto conoscere anche altre belle anime, mi ha connesso con il ritmo della terra, e io che sono anche malata cronica con un’invalidità certificata ho voluto sfidare pregiudizi e pure giudizi.

Ero relegata per molti in uno status di POVERINA, potevo fare pena, invece ho scelto di VALERNE LA PENA! E cavolo se ne valgo la pena, soprattutto con tutta l’energia che ho sprigionato al Kalemana e la bellezza che ho trovato in tantissime persone. Bellezza intesa come anima, corpo e mente. 

Ho fatto yoga e fitness il sabato mattina e pomeriggio, ho pranzato con la mia amica italiana (ma quasi più spagnola, visto che vive da anni con marito e figli vicino Barcellona), ho ballato con Denise sabato sera, ho respirato terra, sabbia, aria e mare. Avevo il cuore che batteva musica, è stato come essere in un posto bellissimo, dove non volevo venire più via.

Un’esperienza unica che mi ha permesso di essere felice con tutti voi e di riabbracciare la mia amica dopo anni che non ci vedavamo.

Nel 2025 tornerò con mio marito e sarà a Kalemana pure per lui! Anche se insieme, saremo spesso divisi perché andiamo in mezzo ad altre belle anime, e soprattutto con chi risuona meglio la vibrazione. Devo solo dire grazie alla mia amica, per avermi parlato di voi, e senza neanche pensarci troppo, pochi giorni dopo avevo già preso il biglietto per KALEMANA 2025. 

Settembre 2025 sarà un nuovo e bellissimo abbraccio, e sarà potente l’energia che scateneremo tutti insieme.  Avrò quasi 51 anni, ma tutto è possibile!

Non vedo l’ora! 

Un abbraccio a te Denise e a tutti quanti”.

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